domenica 1 febbraio 2015

Un giro a Riomagno



Testare la Vespa dopo due mesi dal meccanico era obbligatorio, così ho inforcato l'Insetto Scoppiettante e mi sono diretto verso Riomagno, un paesino sulla strada verso le montagne a pochi chilometri di distanza; tutta salita, così se si fosse fermata sarei sempre stato capace di tornare a valle per un bel tratto. La strada a Riomagno corre lungo il fiume ed è perennemente bagnata, quindi è pressoché impossibile piegare ma il paesaggio ripaga di tutto quanto. Venti chilometri tra andata e ritorno, numerose soste per testare l'accensione ma nessun problema. Sembra che il guasto sia stato risolto. Alla fine un giro sul mare e un rientro a casa.


Testing the Vespa after two months at the repair shop was mandatory, so I rode the Chuggabug up to Riomagno, a small village on the way to the mountains. It's a constant upwards slope, so I could come back easily if something failed. The road snakes next to the river, and it's constantly wet so leaning was forbidden but the landscape is a good reward. Twenty kilometres round, many stops to test the starter and not a fail. It seems fixed. Then a ride to the sea and back home.

Seravezza

The river, gently falling on the way to Riomagno

My Futurist bandanna, a gift from Cruse!

Weird encounters

1950 American Diner in Forte dei Marmi, if only it was open at lunch time...

lunedì 19 gennaio 2015

Un anno senza scrivere


Il trasferimento in Versilia, la nascita di Olivia, due cose che hanno ridotto enormemente il tempo passato sull'Insetto Scoppiettante. Se prima facevo quattordicimila chilometri l'anno, in questi ultimi due anni ne ho percorsi a stento duemila. Il tempo non c'è mai, i tragitti brevi si fanno in bici (fintantoché non te la rubano, ma questa è un'altra storia) e soprattutto i neonati non si portano in Vespa. Mettiamoci anche che questa estate un guasto me l'ha tenuta immobilizzata per due mesi dal meccanico, con sostituzione dello statore e ricerca di un cavo che ogni tanto metteva a massa spengendo il motore in corsa ed ecco che il quadro è completo.
Ma ora che la riparazione è stata fatta e ogni tanto riesco a ritagliarmi qualche spazio, l'Insetto Scoppiettante è di nuovo in strada e stavolta per esplorare il nuovo territorio. Sì, perchè la Versilia, a dispetto dell'immagine stereotipata di un lungo viale a mare e una serie ininterrotta di bagni, è un paradiso di strade e stradine di campagna e di tortuose e avvincenti strade di montagna essendo il suo territorio - lo direste mai? - prevalentemente montuoso e collinare. L'intenzione è quella di impiegare il tempo degli spostamenti per esplorare la fitta rete di strade di campagna alternative alle due principali direttrici parallele alla costa: l'Aurelia e il viale a mare; una rete che basa la propria struttura sulla centuriazione romana e la piantumazione a olivo, con tutte le modificazioni - urbanizzazione, segherie di marmo, industria leggera e agricoltura - che col tempo hanno contribuito a renderla un curioso guazzabuglio di strade strettissime e sorprendenti. Poi, se ce ne sarà la possibilità, l'intenzione è di fare qualche giro in montagna, già sperimentati tempo addietro in parentesi troppo brevi per potersi godere appieno strada e soste.
Ma per stavolta, vista la necessità di provare la Vespa subito dopo la riparazione, il giro è stato breve, verso Riomagno, appena oltre il comune di Seravezza. La strada perennemente bagnata, incontri curiosi e una ventina di chilometri come da tempo non facevo più; ve ne racconterò presto!

giovedì 26 settembre 2013

La differenza tra revisione e furto


La revisione. Già, ogni due anni occorre farla, non c'è scampo. E alla scadenza l'officina autorizzata compie i soliti due o tre controlli di routine, inutili nel mio caso perché comunque eseguo periodicamente una manutenzione accurata, ma assolutamente necessari agli occhi del ministero dei trasporti.
Ma essendomi trasferito, di fatto non ho più un'officina di riferimento. C'è un'officina a due passi da casa che fa le revisioni, lo leggo sull'insegna e per riprova c'è scritto anche sul loro sito. Porto la Vespa, assicurato da uno di loro che l'avrebbero fatta al momento ma mi tocca lasciarla perché invece la seconda persona con cui parlo trova la cosa impossibile. "Per le revisioni il mezzo va lasciato, in genere una giornata" mi dice. Vabbè. Mi faccio la strada a piedi per tornare a casa dopo aver lasciato il numero di telefono per farmi richiamare non appena è pronta.
La sera non avendo sentito nessuno chiamo io e mi dicono che la posso ritirare. Bene, come se non l'avessero saputo che mi serviva.
Vado a ritirarla e il simpatico meccanico mi chiede cento euro.
Cento.
Ora, dovete sapere che il prezzo delle revisioni è fissato dal ministero per una somma che supera di pochi spiccioli i sessantacinque euro. Trentacinque euro di differenza non sono mica pochi, quindi chiedo se la Vespa avesse qualcosa che non andava, visto che il prezzo ministeriale è al netto di interventi eventuali.
"Hanno messo un po' d'additivo, perché passasse regolarmente il controllo dei gas di scarico".
Trentacinque euro di additivo, penso io, dev'essere stato un ettolitro; ma si sa com'è: se la lasci, non hai chiesto un preventivo e loro ti chiedono una cifra poi devi pagare.
Fortuna che ho il bancomat, penso, così perlomeno ci pagano le tasse. Quindi pago col bancomat e me ne vado, a posto per altri due anni.
Poi, a casa, un dubbio mi assale: ma non è che la portano da qualcun altro?
Controllo sul portale dell'automobilista e cosa scopro? Non sono officina autorizzata. Insomma, il servizio "revisioni" lo fanno, ma non personalmente. Quindi nei cento euro c'è il prezzo ministeriale e la differenza va a loro che fisicamente prendono la Vespa, la portano a un'officina autorizzata, fanno fare la revisione e la riportano indietro. Mica possono farlo gratis.
Stupido io che non ho controllato prima ma del resto se leggo "revisioni" penso che le facciano e non mi pongo troppe domande.
Il bello sapete qual è?
L'officina che fa le revisioni, quella autorizzata dico, è nella stessa via a circa cento metri di distanza.
Cento.
D'altra parte me lo merito.

lunedì 22 luglio 2013

Morte di una batteria



Era ovvio aspettarselo: dopo tutti questi chilometri (oltre 71.000) e tanto tempo fermo, la batteria dell'Insetto Scoppiettante è defunta. Una breve resurrezione con il booster e un viaggio di 300 km l'ha fatta durare ancora un po' ma sapevo che prima o poi sarebbe andata in corto. Ed ecco che è successo. A dire il vero sono anche riuscito ad avviare il motore col kickstarter ma si è spento dopo dieci secondi e non ha voluto saperne di ripartire. Ecco perché ho montato una nuova fiammante batteria da 10 Ah, operazione semplicissima che si esegue con una chiave del 10 e un cacciavite. Mi raccomando: le batterie si smontano sempre scollegando per prima il negativo e poi il positivo mentre si rimontano nell'ordine esattamente inverso.

Questo perché lasciando il negativo a massa tutto il telaio diventa polo negativo della batteria e smontando o montando il positivo se si tocca inavveritamente il telaio con la chiave inglese si rischia come minimo di prendersi una scossetta. Ora la batteria nuova è in funzione, la Vespa si accende istantaneamente e anche questa estate, nonostante l'uso intensivo del Pricolatoio a.k.a. "Le Dangereux" (ovvero la bicicletta a scatto fisso) mi riprometto di farci qualche giretto. Intanto ieri è stata la volta di salire in collina per l'annuale raccolta dell'origano. Caro vecchio Insetto!


It was in the air. After more than 71.000 kms the battery died, so I had to replace it with a brand new one. Beware: when disassembling it's mandatory to disconnect the negative pole first and then the positive one, doing it in reverse order when reassembling so to avoid accidental short circuits with the frame and consequent minor electric shocks. Now the Vespa is in full working order, it starts immediately and even if I'm intensely riding "Pricolatoio" a.k.a. "Le Dangereux", that's my fixed gear bicycle, I'll surely ride it as well. Yesterday I rode up the hills to pick wild oregano, like I do every year. Good old Chuggabug!

sabato 11 maggio 2013

Il ritorno


Vi sarete chiesti che fine avesse fatto l'Insetto Scoppiettante, visto che da quasi un anno nessun post ha fatto la sua comparsa su questo blog. Inizierò col rassicurarvi: l'Insetto è vivo e vegeto, anche se ha decisamente rallentato la propria corsa a causa di una serie di motivi primo tra i quali un trasferimento. Ho lasciato la mia città d'origine per trasferirmi poco più a nord, a centocinquanta chilometri di distanza, lasciando il lavoro per andare a vivere con Elena. Questo ha comportato un deciso cambiamento di registro nelle abitudini giornaliere, portandomi dai miei 45 km giornalieri a quasi zero, visto che per ora le entrate sono quelle che sono e che qui dove mi trovo ora, in Versilia, si gira perfettamente in bici. Per questo la mia fixie è diventata il mio principale mezzo di locomozione e negli ultimi sei mesi mi ha permesso di spendere appena venti euro di benzina.
Non che in quest'anno siano mancati i viaggi, anche se brevi. Avevo già iniziato a parlarvi del giro in Corsica del settembre 2011, a cui poi è seguito un fantastico giro in Tuscia e nel viterbese, portandoci fino a Roma e facendoci percorrere anche il tratto iniziale della nostra cara amata Strada Madre Statale 1 Aurelia. Poi qualche piccola escursione in asfalto e sterrato qui, sulle Apuane, su tratti di strade talvolta chiuse per frane in assestamento.
Ora la base sarà l'esplorazione di un nuovo territorio, questa vasta miscela di campagna e aree urbanizzate che si estende lungo la costa da Carrara fino a Viareggio, bordata da un mare buffo (perché non c'è niente di fronte alla costa) e da montagne di quasi duemila metri. Una striscia di terra da mappare, tempo permettendo.
L'altra novità è che, per riuscire a scrivere un po' più spesso, non bloggherò sempre anche in inglese. Mi perdoneranno i lettori di oltreoceano ma non posso farlo come lavoro.
Per ora vi lascio con qualche immagine dell'ultimo anno di silenzio, a presto.







giovedì 21 giugno 2012

martedì 29 maggio 2012

Corsica: mare

La Corsica, nell'immaginario collettivo, è soprattutto mare. In effetti il sud della Corsica, tra Porto Vecchio e Sarténe, ci ha lasciati a bocca aperta. Il mare è bellissimo, il vento tira forte (fin troppo, visto che in una giornata di vento a 100 km/h abbiamo dovuto legare la Vespa a due alberi, per sicurezza) e il mare spumeggia. Decisamente diverso dalle molli vacanze lungo le piatte spiagge adriatiche. Molto vicino a quello che chiamo mare, a casa mia.

Corse, in collective imagination, is mainly seaside. As a matter of fact south Corse, between Porto Vecchio and Sarténe, left us agape. The seaside is wonderful, the wind blows hard (way too much, since in a 100 km/h windy day we had to tie the Vespa to a couple of trees, for safety) and the sea foams. Pretty different from those floppy vacations along the Adriatic's flat beaches. Very close to what I call seaside, in my hometown