sabato 26 dicembre 2015

Christmas mission


Appena un paio di giorni prima di Natale, in vista dello scambio dei doni, gli ultimi pacchetti avevano bisogno di una decorazione. Il biancospino sembrava perfetto; anticamente le siepi di biancospino venivano usate come delimitazione degli appezzamenti di terreno perché essendo fitte e spinose creavano una barriera impenetrabile. Quella barriera, che in primavera fiorisce candida sui rami spogli, d'inverno si abbellisce di bacche rosse. Perfette per decorare i doni natalizi. E così, grazie al faro capace dell'Insetto Scoppiettante, anche questo Natale è salvo. Just a couple of days before Christmas, in preparation for gift swap, the last packets needed some decoration. The hawthorn looked perfect; long ago, hawthorn hedges used to mark the border of parcels because of their thorns and their thickness thus creating an impenetrable barrier. That barrier, which blossoms white on nude branches in spring, is garnished in winter with beautiful red berries. Perfect to decorate Christmas' gifts. So, thanks to the Chuggabug's powerful front light, once again Christmas is safe.


mercoledì 9 dicembre 2015

Fine autunno


L'autunno è quasi finito. Ora che Olivia è al nido posso finalmente permettermi qualche giro in Vespa nella campagna intorno casa; piccole gratificazioni in attesa delle feste natalizie, come quella di esplorare strade vicinali a pochi chilometri da casa, dove per tutta la stagione fredda rimarranno campi umidi e punteggiati dagli steli del granturco tagliato o dalle coltivazioni invernali, principalmente cavoli e rape.
Il motore gira pulito, l'aria fredda avvolge la pelle del giacchetto ingrassata di fresco. Le garzette, con voli radenti, accompagnano il passaggio.
Fall has nearly ended. Now that Olivia goes to nursery school I can finally allow myself some Vespa rides in the neighbouring countryside; small treats waiting for Christmas' holidays, exploring country roads a few kms from home, where the fields will stay wet and speckled by cut corn stems or winter cultivations like cabbage and turnip.
The engine runs clean, the cold air winds up the freshly greased skin of my jacket. Little egrets, with very low flights, accompany the transit.

martedì 16 giugno 2015

La Silvietta


Non capita molto spesso di muoversi in Vespa ultimamente, visto che Olivia non posso portarcela. Poco tempo fa, però, ho dovuto spostarmi per lavoro e per godermi il giro ho voluto fare finalmente sosta caffè in un bar lungo la SS1 Aurelia. Ora, nessuno si aspetterebbe nulla di speciale vedendo l'insegna del bar: parzialmente abbattuta, con promesse di merci rare e preziose come le ricariche telefoniche e le spezie per concia suini (mi domando chi è che le compri al bar ma soprattutto com'è che abbiano ritenuto così prioritario scriverlo sull'insegna). Fuori c'è il solito tavolo di ometti che giocano a carte.
Poi entro dentro, e un mondo mi si apre davanti.
I don't happen to ride much my Vespa, lately, as I can't carry Olivia upon it. Days ago, though, I had to ride for work and to enjoy the ride I finally decided to stop for a coffee in a bar along SS1 Aurelia. Now, noone would ever expect to find anything special looking at the sign: half wrecked and promising rare and precious goods as charge cards and spices to cure pork (I wonder who buys them at the bar but above all why did they find so primary writing it on the sign). Outside there's the usual group of old folks playing cards.
Then I enter the bar, an a whole world unfolds in front of me.

In un'atmosfera calda e soffusa fa sfoggio di sè un bancone lungo e lucido; dietro al bancone uno scaffale enorme e fornitissimo di bottiglie che neanche l'Hemingway Bar del Ritz. Ed è così che, tra un caffè corretto eccellente, la scoperta di assurde sigarette sarde e due chiacchiere con un avventore ex carabiniere che aveva il genero di stanza all'Elba ho passato i dieci minuti migliori della giornata. E' deciso: ogni prossima tappa per il caffè lungo l'Aurelia sarà dalla Silvietta.
E se capitate dalle parti di Querceta, datemi retta: passateci.
Merita.
In a warm and dimmer atmosphere a long and shiny bar shows itself off; behind it there's a huge and heavily equipped shelf you'll only find at Ritz's Hemingway Bar. So, within an excellent spiked coffee, the discover of some absurd sardinian cigarettes and some chat with a customer, an ex carabiniere who had a son-in-law on service in Elba island I spent the best ten minutes of the day. It's set: every coffee stop along SS1 will be at Silvietta's.
And if you happen to ride around Querceta, listen to me: stop there.
It's definitely worth a stop.

domenica 1 febbraio 2015

Un giro a Riomagno

Testare la Vespa dopo due mesi dal meccanico era obbligatorio, così ho inforcato l'Insetto Scoppiettante e mi sono diretto verso Riomagno, un paesino sulla strada verso le montagne a pochi chilometri di distanza; tutta salita, così se si fosse fermata sarei sempre stato capace di tornare a valle per un bel tratto. La strada a Riomagno corre lungo il fiume ed è perennemente bagnata, quindi è pressoché impossibile piegare ma il paesaggio ripaga di tutto quanto. Venti chilometri tra andata e ritorno, numerose soste per testare l'accensione ma nessun problema. Sembra che il guasto sia stato risolto. Alla fine un giro sul mare e un rientro a casa. Testing the Vespa after two months at the repair shop was mandatory, so I rode the Chuggabug up to Riomagno, a small village on the way to the mountains. It's a constant upwards slope, so I could come back easily if something failed. The road snakes next to the river, and it's constantly wet so leaning was forbidden but the landscape is a good reward. Twenty kilometres round, many stops to test the starter and not a fail. It seems fixed. Then a ride to the sea and back home.



Seravezza

The river, gently falling on the way to Riomagno

My Futurist bandanna, a gift from Cruse!

Weird encounters

1950 American Diner in Forte dei Marmi, if only it was open at lunch time...

lunedì 19 gennaio 2015

Un anno senza scrivere


Il trasferimento in Versilia, la nascita di Olivia, due cose che hanno ridotto enormemente il tempo passato sull'Insetto Scoppiettante. Se prima facevo quattordicimila chilometri l'anno, in questi ultimi due anni ne ho percorsi a stento duemila. Il tempo non c'è mai, i tragitti brevi si fanno in bici (fintantoché non te la rubano, ma questa è un'altra storia) e soprattutto i neonati non si portano in Vespa. Mettiamoci anche che questa estate un guasto me l'ha tenuta immobilizzata per due mesi dal meccanico, con sostituzione dello statore e ricerca di un cavo che ogni tanto metteva a massa spengendo il motore in corsa ed ecco che il quadro è completo.
Ma ora che la riparazione è stata fatta e ogni tanto riesco a ritagliarmi qualche spazio, l'Insetto Scoppiettante è di nuovo in strada e stavolta per esplorare il nuovo territorio. Sì, perchè la Versilia, a dispetto dell'immagine stereotipata di un lungo viale a mare e una serie ininterrotta di bagni, è un paradiso di strade e stradine di campagna e di tortuose e avvincenti strade di montagna essendo il suo territorio - lo direste mai? - prevalentemente montuoso e collinare. L'intenzione è quella di impiegare il tempo degli spostamenti per esplorare la fitta rete di strade di campagna alternative alle due principali direttrici parallele alla costa: l'Aurelia e il viale a mare; una rete che basa la propria struttura sulla centuriazione romana e la piantumazione a olivo, con tutte le modificazioni - urbanizzazione, segherie di marmo, industria leggera e agricoltura - che col tempo hanno contribuito a renderla un curioso guazzabuglio di strade strettissime e sorprendenti. Poi, se ce ne sarà la possibilità, l'intenzione è di fare qualche giro in montagna, già sperimentati tempo addietro in parentesi troppo brevi per potersi godere appieno strada e soste.
Ma per stavolta, vista la necessità di provare la Vespa subito dopo la riparazione, il giro è stato breve, verso Riomagno, appena oltre il comune di Seravezza. La strada perennemente bagnata, incontri curiosi e una ventina di chilometri come da tempo non facevo più; ve ne racconterò presto!

giovedì 26 settembre 2013

La differenza tra revisione e furto


La revisione. Già, ogni due anni occorre farla, non c'è scampo. E alla scadenza l'officina autorizzata compie i soliti due o tre controlli di routine, inutili nel mio caso perché comunque eseguo periodicamente una manutenzione accurata, ma assolutamente necessari agli occhi del ministero dei trasporti.
Ma essendomi trasferito, di fatto non ho più un'officina di riferimento. C'è un'officina a due passi da casa che fa le revisioni, lo leggo sull'insegna e per riprova c'è scritto anche sul loro sito. Porto la Vespa, assicurato da uno di loro che l'avrebbero fatta al momento ma mi tocca lasciarla perché invece la seconda persona con cui parlo trova la cosa impossibile. "Per le revisioni il mezzo va lasciato, in genere una giornata" mi dice. Vabbè. Mi faccio la strada a piedi per tornare a casa dopo aver lasciato il numero di telefono per farmi richiamare non appena è pronta.
La sera non avendo sentito nessuno chiamo io e mi dicono che la posso ritirare. Bene, come se non l'avessero saputo che mi serviva.
Vado a ritirarla e il simpatico meccanico mi chiede cento euro.
Cento.
Ora, dovete sapere che il prezzo delle revisioni è fissato dal ministero per una somma che supera di pochi spiccioli i sessantacinque euro. Trentacinque euro di differenza non sono mica pochi, quindi chiedo se la Vespa avesse qualcosa che non andava, visto che il prezzo ministeriale è al netto di interventi eventuali.
"Hanno messo un po' d'additivo, perché passasse regolarmente il controllo dei gas di scarico".
Trentacinque euro di additivo, penso io, dev'essere stato un ettolitro; ma si sa com'è: se la lasci, non hai chiesto un preventivo e loro ti chiedono una cifra poi devi pagare.
Fortuna che ho il bancomat, penso, così perlomeno ci pagano le tasse. Quindi pago col bancomat e me ne vado, a posto per altri due anni.
Poi, a casa, un dubbio mi assale: ma non è che la portano da qualcun altro?
Controllo sul portale dell'automobilista e cosa scopro? Non sono officina autorizzata. Insomma, il servizio "revisioni" lo fanno, ma non personalmente. Quindi nei cento euro c'è il prezzo ministeriale e la differenza va a loro che fisicamente prendono la Vespa, la portano a un'officina autorizzata, fanno fare la revisione e la riportano indietro. Mica possono farlo gratis.
Stupido io che non ho controllato prima ma del resto se leggo "revisioni" penso che le facciano e non mi pongo troppe domande.
Il bello sapete qual è?
L'officina che fa le revisioni, quella autorizzata dico, è nella stessa via a circa cento metri di distanza.
Cento.
D'altra parte me lo merito.

lunedì 22 luglio 2013

Morte di una batteria



Era ovvio aspettarselo: dopo tutti questi chilometri (oltre 71.000) e tanto tempo fermo, la batteria dell'Insetto Scoppiettante è defunta. Una breve resurrezione con il booster e un viaggio di 300 km l'ha fatta durare ancora un po' ma sapevo che prima o poi sarebbe andata in corto. Ed ecco che è successo. A dire il vero sono anche riuscito ad avviare il motore col kickstarter ma si è spento dopo dieci secondi e non ha voluto saperne di ripartire. Ecco perché ho montato una nuova fiammante batteria da 10 Ah, operazione semplicissima che si esegue con una chiave del 10 e un cacciavite. Mi raccomando: le batterie si smontano sempre scollegando per prima il negativo e poi il positivo mentre si rimontano nell'ordine esattamente inverso.

Questo perché lasciando il negativo a massa tutto il telaio diventa polo negativo della batteria e smontando o montando il positivo se si tocca inavveritamente il telaio con la chiave inglese si rischia come minimo di prendersi una scossetta. Ora la batteria nuova è in funzione, la Vespa si accende istantaneamente e anche questa estate, nonostante l'uso intensivo del Pricolatoio a.k.a. "Le Dangereux" (ovvero la bicicletta a scatto fisso) mi riprometto di farci qualche giretto. Intanto ieri è stata la volta di salire in collina per l'annuale raccolta dell'origano. Caro vecchio Insetto!


It was in the air. After more than 71.000 kms the battery died, so I had to replace it with a brand new one. Beware: when disassembling it's mandatory to disconnect the negative pole first and then the positive one, doing it in reverse order when reassembling so to avoid accidental short circuits with the frame and consequent minor electric shocks. Now the Vespa is in full working order, it starts immediately and even if I'm intensely riding "Pricolatoio" a.k.a. "Le Dangereux", that's my fixed gear bicycle, I'll surely ride it as well. Yesterday I rode up the hills to pick wild oregano, like I do every year. Good old Chuggabug!