mercoledì 2 novembre 2016

Urge for going



I get the urge for going
When the meadow grass is turning brown
                                       [Joni Mitchell]

Questo nuovo lavoro, questo rimettersi in moto ogni mattina all'alba, percorrere strade trafficate o eluderle attraverso strette strade di campagna, tutto questo mi mette la smania di andare. Come in quella vecchia canzone di Joni Mitchell: l'urgenza di andare quando l'erba del prato inizia a diventare marrone. In questo autunno che stenta a scoppiare, con questo lavoro che con tutte le previsioni terminerà entro la fine di novembre e con il maestoso albero di ginkgo accanto al quale passo ogni giorno che resta ostinatamente verde, l'unica certezza è la strada che scorre sotto alle ruote. Una gioia rinnovata che ancora scricchiola nel rimettersi in forma. E le soste per scattare una foto, nella luce debole del mattino, o le ore di buco in cui potersi fermare per un caffè, a scrivere o leggere un buon libro, sono come scene da un film che da tempo volevo vedere.
Non si paga neanche il biglietto.
This new job, this cranking the scooter every morning at dawn, rolling through busy roads or eluding them through narrow coutry roads, all this makes me feel the urge for going. Just like that old Joni Mitchell's song: the urge for going when the meadow grass is turning brown. In this fall which struggles to burst, with this job which will probably end within the end of November and with the majestic ginkgo tree I pass by everyday staying stubbornly green, the only truth is the road flowing under the wheels. A renewed joy which still creaks while restoring its energy. And the stops to shoot a picture, in the feeble morning light, or the free hours spent enjoying a cup of coffee and writing or reading a good book, are scenes from a movie I was longing to watch.
You don't even have to pay for it.

lunedì 17 ottobre 2016

New adventure


Era molto, moltissimo tempo che l'Insetto Scoppiettante non viaggiava a ritmi regolari. Se si eccettuano il lavoro stagionale e gli spostamenti giornalieri di tre o quattro chilometri di quest'estate, quello che mancava erano gli spostamenti lunghi, la strada, il paesaggio, le ore mattutine e i rientri al tramonto. Eccomi accontentato. Una supplenza inattesa a scuola che mi occupa cinque giorni a settimana regala all'Insetto un minimo di trenta chilometri giornalieri e a me un piacere rinnovato in sella alla Vespa.
It was long, so long since I didn't regularly ride my Chuggabug. Except for a seasonal job and its daily three-four kilometres commutes, this summer, I just needed those long commutes, the road, the landscape, the early morning hours and returning home at sunset. Here they are. An unexpected substitution at school takes me up five days a week, it gives the Chuggabug at least thirty kilometres a day and a renewed pleasure on the Vespa to me.


Il clima è cambiato: è passato il caldo insopportabile di quest'estate con tutti i problemi connessi alla pompa della benzina e le fermate obbligate e ora fa decisamente più freddo. Esco che albeggia, il traffico dei pendolari mi ruota intorno, la borsa e il laptop sono saldamente fissati sulla sella col ragno elastico, la strada scorre sotto di me e il paesaggio cambia. Attraverso, per evitare snodi urbani, piccole strade di campagna, ponticelli che scavalcano fossi, viali alberati di tigli e torrenti i cui argini fumano, la mattina presto, nei primi raggi di sole.
The weather has changed: that untolerable summer heat has vanished and with it also all those problems to the fuel pump and the connected forced stops; now it's considerably colder. I leave home and it's dawning, the commuters' traffic flows around me, my bag and the laptop are firmly tied to the seat with an elastic net, the road unfolds under me and the landscape changes. To avoid traffic jams I cross small county roads, tiny bridges over moats, linden lined lanes and creeks which banks smoke, at dawn, in the early sunbeams.


Poi il lavoro a scuola, nuovo e impegnativo, e quando la giornata volge al termine ecco che l'impazienza di indossare di nuovo il giacchetto di pelle e salire in Vespa si fa pressante. A volte capita di dover rimanere fino a sera, e il rientro si arricchisce dei colori che precedono il tramonto; altre volte le necessità mi costringono a cambiare scuola più volte nella stessa giornata e i chilometri quasi raddoppiano, sfiorando i sessanta.
La pompa della benzina, con l'aria fresca, pare non avere intenzione di bloccarsi ancora.
Sono passati appena dieci giorni, la supplenza sarà senz'altro breve, un mese al massimo mi dicono.
Per ora mi godo la strada.
Then I'm at school, a new and hard job, and when the day approaches its end I'm pretty impatient to wear my leather jacket and ride my Vespa again. Sometimes I'm forced to stay all day long and the return trip is enhanced by those sunset colours; some other times I need to work in different schools on a single day and my kilometres nearly double, getting close to sixty.
It seems that the fuel pump, in the cold air, wouldn't get clogged again. Only ten days have passed, the substitution will be short, one month at most, they tell me.
Now I just enjoy the road.

martedì 26 luglio 2016

Nebraska dreamin'


Il mondo mi sorride, ora che finalmente posso girare di nuovo in Vespa. L'Insetto Scoppiettante, dopo mesi e mesi di forzata inattività, per i primi chilometri ha marciato a singhiozzo, spengendosi di frequente per ripartire dopo pochi secondi, probabilmente per bolle d'aria e depositi nel circuito d'alimentazione.
The world smiles at me now that I can finally ride my Vespa again. The Chuggabug, after months of forced idleness, rode by fits and starts turning itself off frequently just to start again in a few seconds, maybe for dregs and air in the fuel supply.


L'estate è afosa e mentre mi sposto per la Versilia sogno a occhi aperti di essere in viaggio. Tuttavia, quest'anno un tratto di via Olmi mi trasporta istantaneamente nel Nebraska.
Summer is muggy and while I glide through Versilia I daydream about traveling. Nevertheless, this year a part of Olmi street suddenly teleports me to Nebraska.

Grandi campi di granturco dalle ragguardevoli dimensioni bordano la strada su entrambi i lati e coprono perfino la vista delle vicine montagne. Così, anche solo per poche centinaia di metri, quando alzo la visiera e il vento mi colpisce la faccia, per qualche istante sogno d'essere su una strada di campagna, qualche miglio fuori Omaha - dove non ho mai messo piede, in verità - diretto a un diner sperduto per fare colazione.

Huge fields of tall corn line the road on both sides, concealing the view of the nearby mountains too. So, even just for a few hundred metres, when I raise my visor and the wind hits my face, for a few seconds I dream I ride on a country road, miles out of Omaha - where I actually have never been - heading to a diner in the middle of nowhere to have breakfast.



Non è la realtà, ma è una buona approssimazione. It's not reality, but it's a good approximation.

lunedì 4 luglio 2016

Radio Chuggabug


Un tempo questo blog aveva una colonna sonora.
Era una playlist di sottofondo che ben si sposava col tema del viaggiare e che dava un accenno a ciò che ascoltavo, con gli auricolari passanti, durante i lunghi spostamenti precedenti al mio trasferimento.
Poi per vari motivi tecnici e non, la colonna sonora sul blog l'ho tolta. Tuttavia, la musica resta e ogni volta che apro una pagina, giro tra i vecchi post o cerco qualcosa, è un po' come se la sentissi. E ogni volta che salgo in sella e mi allontano dal centro abitato, lungo le strade di campagna, quella stessa colonna sonora ampliata e arricchita mi risuona automaticamente nelle orecchie come se qualcuno accendesse la radio. La mia radio ideale. Radio Chuggabug.
Per memoria, la vecchia playlist era questa:

Lullaby - Dixie Chicks
Copperline live at Colonial Theatre - James Taylor
Godspeed - Dixie Chicks
Water of love - Dire Straits
Lavender - Marillion
Destination anywhere - The Commitments
Darling pretty - Dire Straits
Anna begins - Counting Crows
News - Dire Straits
Catapult - Counting Crows
A long december - Counting Crows
A thousand miles - Vanessa Carlton
Mustang sally - The Commitments
Miles from nowhere - Cat Stevens
Hard sun - Eddie Vedder
Travelin' soldier - Dixie Chicks
Cowboys - Counting Crows
Round here - Counting Crows
Where the streets have no name - Vanessa Carlton
Lady writer - Dire Straits
Once, this blog had a soundtrack.
It was a background playlist which went well with the theme of travel and could give a hint of what I listened to, with open earphones, during those long commutes before I moved.
Then, for various technical and common reasons, I had to remove the soundtrack. Though, the music remained and every time I visit a page, browse through old posts or look for something it's just like it was still there. And every time I get on the saddle and leave the town through country roads, that very same soundtrack, expanded and enhanced, automatically resonates in my ears as if someone turns the radio on. My ultimate radio. Radio Chuggabug.
For future reference, the playlist was this one:

Lullaby - Dixie Chicks
Copperline live at Colonial Theatre - James Taylor
Godspeed - Dixie Chicks
Water of love - Dire Straits
Lavender - Marillion
Destination anywhere - The Commitments
Darling pretty - Dire Straits
Anna begins - Counting Crows
News - Dire Straits
Catapult - Counting Crows
A long december - Counting Crows
A thousand miles - Vanessa Carlton
Mustang sally - The Commitments
Miles from nowhere - Cat Stevens
Hard sun - Eddie Vedder
Travelin' soldier - Dixie Chicks
Cowboys - Counting Crows
Round here - Counting Crows
Where the streets have no name - Vanessa Carlton
Lady writer - Dire Straits

mercoledì 22 giugno 2016

Attesa


Una foto non convenzionale di sella.
È la sella della mia bici.
L'Insetto Scoppiettante è in officina; mentre aspetto faccio un giro per luoghi familiari, strade di campagna, campi di girasoli che stanno crescendo, file di granturco già alte.
Tra poco percorrerò ancora queste strade in Vespa.
Non vedo l'ora.
Unconventional saddle photograph.
It's my bicycle's seat.
The Chuggabug is at the mechanic's shop; while waiting I ride through familiar places, country roads, sunflower fields still growing, corn lines already tall.
In a few days I'll ride here again on my Vespa.
I'm looking forward.

giovedì 18 febbraio 2016

Crack!


Crack!
Dev'essere stato il rumore che ha fatto la sella quando qualche pezzo di merda l'ha spezzata a metà tirandola con forza per rubarmi un casco semidistrutto vecchio di otto anni e un paio di cenciosi guanti da moto, attaccati al gancio del telaio col D-ring. E così un giretto all'Informagiovani per dare un'occhiata alle offerte di lavoro e ai bandi di concorso si è trasformato in pura merda. Posso comprare un altro casco (e avrei dovuto farlo prima, per questioni di sicurezza) e un altro paio di guanti ma la mia sella non è una sella qualsiasi. Costa circa 400 euro e anche se potrei facilmente smontare i sedili e rimontarli su una nuova base, la base non è disponibile come ricambio singolo. Aggiungete poi che non voglio una nuova sella: la mia ha una storia e ha reso questi ultimi 72.000 chilometri felici e comodi. L'ho ingrassata, me ne sono preso cura e l'ho amata. Ora le mie opzioni sono: comprare una nuova sella e scambiare i sedili (decisamente costoso), comprare una sella completamente differente (molto più economico ma orribile) o sperare di trovare qualche LXV incidentata da cui estirpare la base della sella per sostituirla a quella spezzata. Ognuna delle tre opzioni comunque richiede del tempo e la pazienza di aspettare per smaltire la rabbia. Non so neanche se sospendere l'assicurazione perché temo che poi la cosa si trascini troppo a lungo. Non so.
Non dovrei affezionarmi ai beni materiali.
Forse.
L'unica cosa che so è che ora devo andare in Vespa, più che mai.
Vaffanculo a questi stupidi furti.
Crack!
That must have been the sound my saddle made when some motherfucker splitted it in half, pulling it upwards, just to steal an eight years old worn helmet and a pair of raggedy riding gloves hung to the frame by means of a D-ring. So, a quick ride to a town office to take a look at job offers and competition announcements turned into pure shit. I can buy another helmet (and I should have done it before, for riding safety) and another pair of gloves but my saddle is not a common one. It's priced around 400 euros and though I could easily unmount the two seats and screw them on a new saddle frame, the frame itself isn't available as a spare part. Add that I don't want a new saddle: mine has a riding history and made these last 72.000 km a happy and comfortable ride. I greased it, took care of it and loved it. Now, my options are: buying a new saddle and swapping seats (totally pricey), buy a wholly different kind of saddle (much cheaper but awful) or hoping to find some crashed LXV Vespa which I can eradicate a saddle frame from, to replace the broken one.
Each option, however, needs time and patience to drain my anger. I don't even know if I should suspend the insurance policy because I fear this matter will drag itself for too long. I don't know.
I shouldn't grow fond of assets.
Maybe.
All I know is that I must ride my Vespa, now more than ever.
Fuck these stupid thefts.

sabato 26 dicembre 2015

Christmas mission


Appena un paio di giorni prima di Natale, in vista dello scambio dei doni, gli ultimi pacchetti avevano bisogno di una decorazione. Il biancospino sembrava perfetto; anticamente le siepi di biancospino venivano usate come delimitazione degli appezzamenti di terreno perché essendo fitte e spinose creavano una barriera impenetrabile. Quella barriera, che in primavera fiorisce candida sui rami spogli, d'inverno si abbellisce di bacche rosse. Perfette per decorare i doni natalizi. E così, grazie al faro capace dell'Insetto Scoppiettante, anche questo Natale è salvo. Just a couple of days before Christmas, in preparation for gift swap, the last packets needed some decoration. The hawthorn looked perfect; long ago, hawthorn hedges used to mark the border of parcels because of their thorns and their thickness thus creating an impenetrable barrier. That barrier, which blossoms white on nude branches in spring, is garnished in winter with beautiful red berries. Perfect to decorate Christmas' gifts. So, thanks to the Chuggabug's powerful front light, once again Christmas is safe.