mercoledì 22 giugno 2016

Attesa


Una foto non convenzionale di sella.
È la sella della mia bici.
L'Insetto Scoppiettante è in officina; mentre aspetto faccio un giro per luoghi familiari, strade di campagna, campi di girasoli che stanno crescendo, file di granturco già alte.
Tra poco percorrerò ancora queste strade in Vespa.
Non vedo l'ora.
Unconventional saddle photograph.
It's my bicycle's seat.
The Chuggabug is at the mechanic's shop; while waiting I ride through familiar places, country roads, sunflower fields still growing, corn lines already tall.
In a few days I'll ride here again on my Vespa.
I'm looking forward.

giovedì 18 febbraio 2016

Crack!


Crack!
Dev'essere stato il rumore che ha fatto la sella quando qualche pezzo di merda l'ha spezzata a metà tirandola con forza per rubarmi un casco semidistrutto vecchio di otto anni e un paio di cenciosi guanti da moto, attaccati al gancio del telaio col D-ring. E così un giretto all'Informagiovani per dare un'occhiata alle offerte di lavoro e ai bandi di concorso si è trasformato in pura merda. Posso comprare un altro casco (e avrei dovuto farlo prima, per questioni di sicurezza) e un altro paio di guanti ma la mia sella non è una sella qualsiasi. Costa circa 400 euro e anche se potrei facilmente smontare i sedili e rimontarli su una nuova base, la base non è disponibile come ricambio singolo. Aggiungete poi che non voglio una nuova sella: la mia ha una storia e ha reso questi ultimi 72.000 chilometri felici e comodi. L'ho ingrassata, me ne sono preso cura e l'ho amata. Ora le mie opzioni sono: comprare una nuova sella e scambiare i sedili (decisamente costoso), comprare una sella completamente differente (molto più economico ma orribile) o sperare di trovare qualche LXV incidentata da cui estirpare la base della sella per sostituirla a quella spezzata. Ognuna delle tre opzioni comunque richiede del tempo e la pazienza di aspettare per smaltire la rabbia. Non so neanche se sospendere l'assicurazione perché temo che poi la cosa si trascini troppo a lungo. Non so.
Non dovrei affezionarmi ai beni materiali.
Forse.
L'unica cosa che so è che ora devo andare in Vespa, più che mai.
Vaffanculo a questi stupidi furti.
Crack!
That must have been the sound my saddle made when some motherfucker splitted it in half, pulling it upwards, just to steal an eight years old worn helmet and a pair of raggedy riding gloves hung to the frame by means of a D-ring. So, a quick ride to a town office to take a look at job offers and competition announcements turned into pure shit. I can buy another helmet (and I should have done it before, for riding safety) and another pair of gloves but my saddle is not a common one. It's priced around 400 euros and though I could easily unmount the two seats and screw them on a new saddle frame, the frame itself isn't available as a spare part. Add that I don't want a new saddle: mine has a riding history and made these last 72.000 km a happy and comfortable ride. I greased it, took care of it and loved it. Now, my options are: buying a new saddle and swapping seats (totally pricey), buy a wholly different kind of saddle (much cheaper but awful) or hoping to find some crashed LXV Vespa which I can eradicate a saddle frame from, to replace the broken one.
Each option, however, needs time and patience to drain my anger. I don't even know if I should suspend the insurance policy because I fear this matter will drag itself for too long. I don't know.
I shouldn't grow fond of assets.
Maybe.
All I know is that I must ride my Vespa, now more than ever.
Fuck these stupid thefts.

sabato 26 dicembre 2015

Christmas mission


Appena un paio di giorni prima di Natale, in vista dello scambio dei doni, gli ultimi pacchetti avevano bisogno di una decorazione. Il biancospino sembrava perfetto; anticamente le siepi di biancospino venivano usate come delimitazione degli appezzamenti di terreno perché essendo fitte e spinose creavano una barriera impenetrabile. Quella barriera, che in primavera fiorisce candida sui rami spogli, d'inverno si abbellisce di bacche rosse. Perfette per decorare i doni natalizi. E così, grazie al faro capace dell'Insetto Scoppiettante, anche questo Natale è salvo. Just a couple of days before Christmas, in preparation for gift swap, the last packets needed some decoration. The hawthorn looked perfect; long ago, hawthorn hedges used to mark the border of parcels because of their thorns and their thickness thus creating an impenetrable barrier. That barrier, which blossoms white on nude branches in spring, is garnished in winter with beautiful red berries. Perfect to decorate Christmas' gifts. So, thanks to the Chuggabug's powerful front light, once again Christmas is safe.


mercoledì 9 dicembre 2015

Fine autunno


L'autunno è quasi finito. Ora che Olivia è al nido posso finalmente permettermi qualche giro in Vespa nella campagna intorno casa; piccole gratificazioni in attesa delle feste natalizie, come quella di esplorare strade vicinali a pochi chilometri da casa, dove per tutta la stagione fredda rimarranno campi umidi e punteggiati dagli steli del granturco tagliato o dalle coltivazioni invernali, principalmente cavoli e rape.
Il motore gira pulito, l'aria fredda avvolge la pelle del giacchetto ingrassata di fresco. Le garzette, con voli radenti, accompagnano il passaggio.
Fall has nearly ended. Now that Olivia goes to nursery school I can finally allow myself some Vespa rides in the neighbouring countryside; small treats waiting for Christmas' holidays, exploring country roads a few kms from home, where the fields will stay wet and speckled by cut corn stems or winter cultivations like cabbage and turnip.
The engine runs clean, the cold air winds up the freshly greased skin of my jacket. Little egrets, with very low flights, accompany the transit.

martedì 16 giugno 2015

La Silvietta


Non capita molto spesso di muoversi in Vespa ultimamente, visto che Olivia non posso portarcela. Poco tempo fa, però, ho dovuto spostarmi per lavoro e per godermi il giro ho voluto fare finalmente sosta caffè in un bar lungo la SS1 Aurelia. Ora, nessuno si aspetterebbe nulla di speciale vedendo l'insegna del bar: parzialmente abbattuta, con promesse di merci rare e preziose come le ricariche telefoniche e le spezie per concia suini (mi domando chi è che le compri al bar ma soprattutto com'è che abbiano ritenuto così prioritario scriverlo sull'insegna). Fuori c'è il solito tavolo di ometti che giocano a carte.
Poi entro dentro, e un mondo mi si apre davanti.
I don't happen to ride much my Vespa, lately, as I can't carry Olivia upon it. Days ago, though, I had to ride for work and to enjoy the ride I finally decided to stop for a coffee in a bar along SS1 Aurelia. Now, noone would ever expect to find anything special looking at the sign: half wrecked and promising rare and precious goods as charge cards and spices to cure pork (I wonder who buys them at the bar but above all why did they find so primary writing it on the sign). Outside there's the usual group of old folks playing cards.
Then I enter the bar, an a whole world unfolds in front of me.

In un'atmosfera calda e soffusa fa sfoggio di sè un bancone lungo e lucido; dietro al bancone uno scaffale enorme e fornitissimo di bottiglie che neanche l'Hemingway Bar del Ritz. Ed è così che, tra un caffè corretto eccellente, la scoperta di assurde sigarette sarde e due chiacchiere con un avventore ex carabiniere che aveva il genero di stanza all'Elba ho passato i dieci minuti migliori della giornata. E' deciso: ogni prossima tappa per il caffè lungo l'Aurelia sarà dalla Silvietta.
E se capitate dalle parti di Querceta, datemi retta: passateci.
Merita.
In a warm and dimmer atmosphere a long and shiny bar shows itself off; behind it there's a huge and heavily equipped shelf you'll only find at Ritz's Hemingway Bar. So, within an excellent spiked coffee, the discover of some absurd sardinian cigarettes and some chat with a customer, an ex carabiniere who had a son-in-law on service in Elba island I spent the best ten minutes of the day. It's set: every coffee stop along SS1 will be at Silvietta's.
And if you happen to ride around Querceta, listen to me: stop there.
It's definitely worth a stop.

domenica 1 febbraio 2015

Un giro a Riomagno

Testare la Vespa dopo due mesi dal meccanico era obbligatorio, così ho inforcato l'Insetto Scoppiettante e mi sono diretto verso Riomagno, un paesino sulla strada verso le montagne a pochi chilometri di distanza; tutta salita, così se si fosse fermata sarei sempre stato capace di tornare a valle per un bel tratto. La strada a Riomagno corre lungo il fiume ed è perennemente bagnata, quindi è pressoché impossibile piegare ma il paesaggio ripaga di tutto quanto. Venti chilometri tra andata e ritorno, numerose soste per testare l'accensione ma nessun problema. Sembra che il guasto sia stato risolto. Alla fine un giro sul mare e un rientro a casa. Testing the Vespa after two months at the repair shop was mandatory, so I rode the Chuggabug up to Riomagno, a small village on the way to the mountains. It's a constant upwards slope, so I could come back easily if something failed. The road snakes next to the river, and it's constantly wet so leaning was forbidden but the landscape is a good reward. Twenty kilometres round, many stops to test the starter and not a fail. It seems fixed. Then a ride to the sea and back home.



Seravezza

The river, gently falling on the way to Riomagno

My Futurist bandanna, a gift from Cruse!

Weird encounters

1950 American Diner in Forte dei Marmi, if only it was open at lunch time...

lunedì 19 gennaio 2015

Un anno senza scrivere


Il trasferimento in Versilia, la nascita di Olivia, due cose che hanno ridotto enormemente il tempo passato sull'Insetto Scoppiettante. Se prima facevo quattordicimila chilometri l'anno, in questi ultimi due anni ne ho percorsi a stento duemila. Il tempo non c'è mai, i tragitti brevi si fanno in bici (fintantoché non te la rubano, ma questa è un'altra storia) e soprattutto i neonati non si portano in Vespa. Mettiamoci anche che questa estate un guasto me l'ha tenuta immobilizzata per due mesi dal meccanico, con sostituzione dello statore e ricerca di un cavo che ogni tanto metteva a massa spengendo il motore in corsa ed ecco che il quadro è completo.
Ma ora che la riparazione è stata fatta e ogni tanto riesco a ritagliarmi qualche spazio, l'Insetto Scoppiettante è di nuovo in strada e stavolta per esplorare il nuovo territorio. Sì, perchè la Versilia, a dispetto dell'immagine stereotipata di un lungo viale a mare e una serie ininterrotta di bagni, è un paradiso di strade e stradine di campagna e di tortuose e avvincenti strade di montagna essendo il suo territorio - lo direste mai? - prevalentemente montuoso e collinare. L'intenzione è quella di impiegare il tempo degli spostamenti per esplorare la fitta rete di strade di campagna alternative alle due principali direttrici parallele alla costa: l'Aurelia e il viale a mare; una rete che basa la propria struttura sulla centuriazione romana e la piantumazione a olivo, con tutte le modificazioni - urbanizzazione, segherie di marmo, industria leggera e agricoltura - che col tempo hanno contribuito a renderla un curioso guazzabuglio di strade strettissime e sorprendenti. Poi, se ce ne sarà la possibilità, l'intenzione è di fare qualche giro in montagna, già sperimentati tempo addietro in parentesi troppo brevi per potersi godere appieno strada e soste.
Ma per stavolta, vista la necessità di provare la Vespa subito dopo la riparazione, il giro è stato breve, verso Riomagno, appena oltre il comune di Seravezza. La strada perennemente bagnata, incontri curiosi e una ventina di chilometri come da tempo non facevo più; ve ne racconterò presto!