sabato 11 maggio 2013

Il ritorno


Vi sarete chiesti che fine avesse fatto l'Insetto Scoppiettante, visto che da quasi un anno nessun post ha fatto la sua comparsa su questo blog. Inizierò col rassicurarvi: l'Insetto è vivo e vegeto, anche se ha decisamente rallentato la propria corsa a causa di una serie di motivi primo tra i quali un trasferimento. Ho lasciato la mia città d'origine per trasferirmi poco più a nord, a centocinquanta chilometri di distanza, lasciando il lavoro per andare a vivere con Elena. Questo ha comportato un deciso cambiamento di registro nelle abitudini giornaliere, portandomi dai miei 45 km giornalieri a quasi zero, visto che per ora le entrate sono quelle che sono e che qui dove mi trovo ora, in Versilia, si gira perfettamente in bici. Per questo la mia fixie è diventata il mio principale mezzo di locomozione e negli ultimi sei mesi mi ha permesso di spendere appena venti euro di benzina.
Non che in quest'anno siano mancati i viaggi, anche se brevi. Avevo già iniziato a parlarvi del giro in Corsica del settembre 2011, a cui poi è seguito un fantastico giro in Tuscia e nel viterbese, portandoci fino a Roma e facendoci percorrere anche il tratto iniziale della nostra cara amata Strada Madre Statale 1 Aurelia. Poi qualche piccola escursione in asfalto e sterrato qui, sulle Apuane, su tratti di strade talvolta chiuse per frane in assestamento.
Ora la base sarà l'esplorazione di un nuovo territorio, questa vasta miscela di campagna e aree urbanizzate che si estende lungo la costa da Carrara fino a Viareggio, bordata da un mare buffo (perché non c'è niente di fronte alla costa) e da montagne di quasi duemila metri. Una striscia di terra da mappare, tempo permettendo.
L'altra novità è che, per riuscire a scrivere un po' più spesso, non bloggherò sempre anche in inglese. Mi perdoneranno i lettori di oltreoceano ma non posso farlo come lavoro.
Per ora vi lascio con qualche immagine dell'ultimo anno di silenzio, a presto.







giovedì 21 giugno 2012

[Detours] - Diabolique!



666.666 chilometri. Diabolico!


666.666 kilometres. Diabolic!

martedì 29 maggio 2012

Corsica: mare

La Corsica, nell'immaginario collettivo, è soprattutto mare. In effetti il sud della Corsica, tra Porto Vecchio e Sarténe, ci ha lasciati a bocca aperta. Il mare è bellissimo, il vento tira forte (fin troppo, visto che in una giornata di vento a 100 km/h abbiamo dovuto legare la Vespa a due alberi, per sicurezza) e il mare spumeggia. Decisamente diverso dalle molli vacanze lungo le piatte spiagge adriatiche. Molto vicino a quello che chiamo mare, a casa mia.

Corse, in collective imagination, is mainly seaside. As a matter of fact south Corse, between Porto Vecchio and Sarténe, left us agape. The seaside is wonderful, the wind blows hard (way too much, since in a 100 km/h windy day we had to tie the Vespa to a couple of trees, for safety) and the sea foams. Pretty different from those floppy vacations along the Adriatic's flat beaches. Very close to what I call seaside, in my hometown






martedì 17 aprile 2012

Corsica: Bonifacio


Troppo tempo. E' passato troppo tempo dall'ultima volta che ho postato qualcosa, e visto che il maltempo ci tiene in casa voglio raccontarvi del viaggio vespistico della scorsa estate: quasi 1400 km in Corsica, giù fino a Porto Vecchio e Bonifacio. Un bel ricordo, dopo che quest'inverno per un mese sono stato costretto a usare l'auto a causa di una brutta bronchite. Tutto è iniziato all'alba del 17 settembre con un eroico trasferimento a Livorno, poi traversata Livorno-Bastia con arrivo al mattino e da lì abbiamo percorso la costiera (con una piccola interessante deviazione) fino oltre Porto Vecchio, sui colli sovrastanti la spiaggia della Rondinara. Quest'anno, un po' per la necessità di un minimo di riposo e un po' per i prezzi abbordabili, abbiamo deciso di fare base fissa in questo piccolo residence e si è confermata un'ottima scelta. A metà strada tra Porto Vecchio e Bonifacio è al contempo tranquillo ma vicino a entrambe, permettendoci un po' più di scelta per cenare fuori o fare un giro la sera.
Invece della consueta cronologia di viaggio stavolta voglio mostrare delle istantanee tematiche di viaggio.
Buona lettura :-)

Too much time. Too much time has passed since I last posted something, so, as heavy weather is forcing us home, I want to tell you about last summer's vespa trip: nearly 1400 km in Corsica, down to Porto Vecchio and Bonifacio. A nice memory, as this winter I've been driving my car for a month because of a bad bronchitis. Everything started on September 17th at dawn, a heroic commute to Livorno, then on a ship to Bastia and from there we rode along the coastal road (with a short interesting detour) down beyond Porto Vecchio, to the hills above Rondinara beach. This year, partly because we needed some rest and partly because of the affordable price, we decided to base in a small residence and this was a good choice. Halfway between Porto Vecchio and Bonifacio this place is both quiet and near to both towns, allowing us to decide where to have dinner or go out for an evening walk.
Instead of the usual chronology this time I'll show you some travel snapshots.
Happy reading :-)

Bonifacio


Bonifacio - Escalier du roi d'Aragon




Bonifacio - Scenic views


 

mercoledì 30 novembre 2011

Una caduta fortunata - A lucky tumble


Prima di tutto: sono caduto.
La scorsa settimana, lungo un tratto urbano della Provinciale 23 privo di illuminazione, le ruote hanno incontrato una brutta spaccatura dell'asfalto appena ripartito da uno stop, la Vespa è scivolata sul fianco destro, adagiandosi a novanta gradi rispetto alla carreggiata tra le auto che sfrecciavano accanto incuranti del limite di 50 km/h.
Antefatto: da un paio di settimane qualcosa non andava. Il motore affogava agli alti regimi fino a spengersi se affondavo il gas, la Vespa aveva una generale perdita di potenza riuscendo al più a raggiungere gli 80 km/h proprio come quando lo scorso anno si lacerò la membrana del carburatore; per questo dopo due giorni avrei dovuto portarla da Fausto per un controllo.
Torniamo alla caduta; fortunatamente non sono stato investito. Nessun automobilista si è fermato per soccorrermi o anche solo per chiedere. Io non mi sono fatto niente, visto che indosso le protezioni. La Vespa invece si è malamente sgraffiata sul bombolone destro, sul fanale, sul cupolino e sulle pedane; inoltre ho spezzato di netto lo specchietto retrovisore destro. Era ora, del resto, che mi decidessi a portarla dal carrozziere.

Quello che ha dell'incredibile, però, è che dalla caduta i problemi al motore sono svaniti nel nulla. Non solo, dopo una settimana di utilizzo noto che il motore gira più sciolto e ieri ho raggiunto l'incredibile velocità di 105 km/h.
Non so cosa fosse, con Fausto abbiamo ipotizzato di tutto ma nulla appare verosimile. Misteri della meccanica. Peccato per la Vespa, comunque, che dovrò far sistemare in vista della brutta stagione.
Non tutte le cadute vengono per nuocere; non solo, perlomeno.

First of all: I fell.
Last week, along an urban strech of Province Road 23 with no streetlamps, the wheels met a bad crack in the asphalt just as I left from a stop sign, the Vespa slipped on the right side lying orthogonal to the road among the cars zipping through careless of the 50 km/h speed limit.
Flashback: something was wrong since two weeks ago. The engine was drowning at high RPM up to turn off at wide open throttle, the Vespa had an overall power loss with a maximum speed of 50 mph jusl like ast year, when a carburettor membrane got cut; that's why in a couple of days I was due to bring it to Fausto's garage for a check.
Back to the tumble; luckily I wasn't run over. Not a single car driver stopped to help me or just ask if everything was ok. I actually wasn't hurt, as I wear protections. The Vespa, instead, suffered a serious scratch on the right side, on the front light, the windshield and the foot rest; moreover the right rear view mirror snapped off completely. After all it was time to bring the Chuggabug to the body shop.

But what's almost incredible is that after the tumble all the engine faults have instantly vanished. More, after a week, I notice that the engine runs way more smoothly and yesterday I reached the incredible speed of 65 mph.
I don't know what it could be, with Fausto I hypotized everything but nothing seems too plausible. Mysteries of mechanics. It's a pity for the Vespa, though, as I'll be forced to have its body fixed before the bad season comes.
Not all tumbles are that bad; not only, at least.

venerdì 16 settembre 2011

Corsica! - Corse!

Nuovo gadget per l'Insetto Scoppiettante: una bizzarra tromba che emette un suono ancora più strano, gentile omaggio dell'Orso Blubber (Elena) dalla fiera di S.Ermete. Verrà inaugurata con orgoglio nel viaggio che ci accingiamo a intraprendere domani: dieci giorni in Corsica! La meta è la Corsica del sud: Porto Vecchio, Bonifacio, Sartene e tutto quello splendido insieme di insenature, scogliere e mare turchese. Prometto un reportage on the road al nostro ritorno, stay tuned!

New gadget for the Chuggabug: a weird horn which blows an even weirder sound, a kind gift from Blubber Bear (Elena) from the S.Ermete Fair. We'll christen it in the trip we're going to leave for tomorrow: ten days around Corse! The goal is Southern Corse: Porto Vecchio, Bonifacio, Sartene and all that marvelous line of coves, rocks and turquoise sea. I promise I'll publish an on the road reportage when we get back, stay tuned!

mercoledì 7 settembre 2011

Statale Aurelia


Loro hanno la Route 66, la loro celebrata Strada Madre. Il percorso del coast-to-coast, che unisce l'est all'ovest lungo una interminabile striscia di letteratura battuta a macchina. I miti motociclistici sono solidi e spesso lasciano a disagio. Perché mai noi italiani dovremmo fantasticare su quella strada storica quando abbiamo strade con un significato ben più profondo per noi e una storia ben più antica di quanto non ne abbia una strada aperta per la prima volta nel 1926? Le strade romane hanno migliaia di anni e, beh, le percorriamo quotidianamente! Naturalmente anche io ho una maglietta col suo bello scudo R66 proprio sul cuore, gentilmente regalatami da mio cognato di ritorno da un viaggio coast-to-coast, ma non è niente più di una maglietta piuttosto bella ma con scarso significato per me. Invece percorro la SS 1 (o perlomeno un tratto di circa 150 km) molto spesso. La SS 1 è la strada che, più di duemila anni fa, collegava Roma con le province della Gallia. La nostra vera Strada Madre. La strada a cui devo rispetto, la strada a cui rendo omaggio. Non attaccherei sull'Insetto Scoppiettante un adesivo della Route 66, non avrebbe alcun senso. Ecco perché c'ho attaccato, invece, un adesivo della SS 1, per ricordarmi chi siamo e su quale strada corrono le nostre ruote. Chilometri di asfalto lungo la costa occidentale dell'Italia che serpeggiano tra boschi e dune, campagna e montagne, verso nord e poi verso ovest fino al confine francese. Giriamo in Vespa, beviamo vino, suoniamo il mandolino e mangiamo la pizza. Non siamo americani, anche se i film hanno tentato di convincerci per anni. Viaggiamo sulla nostra Strada Madre: la Statale Aurelia, SS 1.




They've got their Route 66, their celebrated Mother Road. The coast-to-coast path, joining east and west in a long typewrited strip of literature. Motorcycle myths are strong and often uncomfortable. Why should we Italians dream about that historical road while we have paths with a deeper meaning to us and a way older history than a route first established in 1926? Roman routes have thousands years old history and, well, we ride along them daily! Of course, I do have a t-shirt with it's nice R66 shield right above the heart, gently given to me by my brother-in-law after a coast-to-coast trip, but it's just a cool t-shirt with not much meaning to me. Instead I ride along SS 1 (or a part of it, at least, around 150 km long) very frequently. SS 1 is the road which, more than two thousand years ago, linked Rome with the Gaul provinces. Our true Mother Road. The road I owe respect to, the road I pay homage to. I wouldn't stick a Route 66 badge on the Chuggabug, it would be pure nonsense. That's why, instead, I put a SS 1 sticker upon it, to remember who we are and which road our wheels roll upon. Kilometres of pavement along the western coast of Italy, snaking through woods and dunes, countryside and mountains, northbound and then westbound up to the french border. We ride Vespas, we drink wine, we play mandolin and eat pizza. We're not americans, even if the movies tried to convince us for years. We ride along our Mother Road: Statale Aurelia, SS 1.