martedì 26 luglio 2016

Nebraska dreamin'


Il mondo mi sorride, ora che finalmente posso girare di nuovo in Vespa. L'Insetto Scoppiettante, dopo mesi e mesi di forzata inattività, per i primi chilometri ha marciato a singhiozzo, spengendosi di frequente per ripartire dopo pochi secondi, probabilmente per bolle d'aria e depositi nel circuito d'alimentazione.
The world smiles at me now that I can finally ride my Vespa again. The Chuggabug, after months of forced idleness, rode by fits and starts turning itself off frequently just to start again in a few seconds, maybe for dregs and air in the fuel supply.


L'estate è afosa e mentre mi sposto per la Versilia sogno a occhi aperti di essere in viaggio. Tuttavia, quest'anno un tratto di via Olmi mi trasporta istantaneamente nel Nebraska.
Summer is muggy and while I glide through Versilia I daydream about traveling. Nevertheless, this year a part of Olmi street suddenly teleports me to Nebraska.

Grandi campi di granturco dalle ragguardevoli dimensioni bordano la strada su entrambi i lati e coprono perfino la vista delle vicine montagne. Così, anche solo per poche centinaia di metri, quando alzo la visiera e il vento mi colpisce la faccia, per qualche istante sogno d'essere su una strada di campagna, qualche miglio fuori Omaha - dove non ho mai messo piede, in verità - diretto a un diner sperduto per fare colazione.

Huge fields of tall corn line the road on both sides, concealing the view of the nearby mountains too. So, even just for a few hundred metres, when I raise my visor and the wind hits my face, for a few seconds I dream I ride on a country road, miles out of Omaha - where I actually have never been - heading to a diner in the middle of nowhere to have breakfast.



Non è la realtà, ma è una buona approssimazione. It's not reality, but it's a good approximation.

lunedì 4 luglio 2016

Radio Chuggabug


Un tempo questo blog aveva una colonna sonora.
Era una playlist di sottofondo che ben si sposava col tema del viaggiare e che dava un accenno a ciò che ascoltavo, con gli auricolari passanti, durante i lunghi spostamenti precedenti al mio trasferimento.
Poi per vari motivi tecnici e non, la colonna sonora sul blog l'ho tolta. Tuttavia, la musica resta e ogni volta che apro una pagina, giro tra i vecchi post o cerco qualcosa, è un po' come se la sentissi. E ogni volta che salgo in sella e mi allontano dal centro abitato, lungo le strade di campagna, quella stessa colonna sonora ampliata e arricchita mi risuona automaticamente nelle orecchie come se qualcuno accendesse la radio. La mia radio ideale. Radio Chuggabug.
Per memoria, la vecchia playlist era questa:

Lullaby - Dixie Chicks
Copperline live at Colonial Theatre - James Taylor
Godspeed - Dixie Chicks
Water of love - Dire Straits
Lavender - Marillion
Destination anywhere - The Commitments
Darling pretty - Dire Straits
Anna begins - Counting Crows
News - Dire Straits
Catapult - Counting Crows
A long december - Counting Crows
A thousand miles - Vanessa Carlton
Mustang sally - The Commitments
Miles from nowhere - Cat Stevens
Hard sun - Eddie Vedder
Travelin' soldier - Dixie Chicks
Cowboys - Counting Crows
Round here - Counting Crows
Where the streets have no name - Vanessa Carlton
Lady writer - Dire Straits
Once, this blog had a soundtrack.
It was a background playlist which went well with the theme of travel and could give a hint of what I listened to, with open earphones, during those long commutes before I moved.
Then, for various technical and common reasons, I had to remove the soundtrack. Though, the music remained and every time I visit a page, browse through old posts or look for something it's just like it was still there. And every time I get on the saddle and leave the town through country roads, that very same soundtrack, expanded and enhanced, automatically resonates in my ears as if someone turns the radio on. My ultimate radio. Radio Chuggabug.
For future reference, the playlist was this one:

Lullaby - Dixie Chicks
Copperline live at Colonial Theatre - James Taylor
Godspeed - Dixie Chicks
Water of love - Dire Straits
Lavender - Marillion
Destination anywhere - The Commitments
Darling pretty - Dire Straits
Anna begins - Counting Crows
News - Dire Straits
Catapult - Counting Crows
A long december - Counting Crows
A thousand miles - Vanessa Carlton
Mustang sally - The Commitments
Miles from nowhere - Cat Stevens
Hard sun - Eddie Vedder
Travelin' soldier - Dixie Chicks
Cowboys - Counting Crows
Round here - Counting Crows
Where the streets have no name - Vanessa Carlton
Lady writer - Dire Straits

mercoledì 22 giugno 2016

Attesa


Una foto non convenzionale di sella.
È la sella della mia bici.
L'Insetto Scoppiettante è in officina; mentre aspetto faccio un giro per luoghi familiari, strade di campagna, campi di girasoli che stanno crescendo, file di granturco già alte.
Tra poco percorrerò ancora queste strade in Vespa.
Non vedo l'ora.
Unconventional saddle photograph.
It's my bicycle's seat.
The Chuggabug is at the mechanic's shop; while waiting I ride through familiar places, country roads, sunflower fields still growing, corn lines already tall.
In a few days I'll ride here again on my Vespa.
I'm looking forward.

giovedì 18 febbraio 2016

Crack!


Crack!
Dev'essere stato il rumore che ha fatto la sella quando qualche pezzo di merda l'ha spezzata a metà tirandola con forza per rubarmi un casco semidistrutto vecchio di otto anni e un paio di cenciosi guanti da moto, attaccati al gancio del telaio col D-ring. E così un giretto all'Informagiovani per dare un'occhiata alle offerte di lavoro e ai bandi di concorso si è trasformato in pura merda. Posso comprare un altro casco (e avrei dovuto farlo prima, per questioni di sicurezza) e un altro paio di guanti ma la mia sella non è una sella qualsiasi. Costa circa 400 euro e anche se potrei facilmente smontare i sedili e rimontarli su una nuova base, la base non è disponibile come ricambio singolo. Aggiungete poi che non voglio una nuova sella: la mia ha una storia e ha reso questi ultimi 72.000 chilometri felici e comodi. L'ho ingrassata, me ne sono preso cura e l'ho amata. Ora le mie opzioni sono: comprare una nuova sella e scambiare i sedili (decisamente costoso), comprare una sella completamente differente (molto più economico ma orribile) o sperare di trovare qualche LXV incidentata da cui estirpare la base della sella per sostituirla a quella spezzata. Ognuna delle tre opzioni comunque richiede del tempo e la pazienza di aspettare per smaltire la rabbia. Non so neanche se sospendere l'assicurazione perché temo che poi la cosa si trascini troppo a lungo. Non so.
Non dovrei affezionarmi ai beni materiali.
Forse.
L'unica cosa che so è che ora devo andare in Vespa, più che mai.
Vaffanculo a questi stupidi furti.
Crack!
That must have been the sound my saddle made when some motherfucker splitted it in half, pulling it upwards, just to steal an eight years old worn helmet and a pair of raggedy riding gloves hung to the frame by means of a D-ring. So, a quick ride to a town office to take a look at job offers and competition announcements turned into pure shit. I can buy another helmet (and I should have done it before, for riding safety) and another pair of gloves but my saddle is not a common one. It's priced around 400 euros and though I could easily unmount the two seats and screw them on a new saddle frame, the frame itself isn't available as a spare part. Add that I don't want a new saddle: mine has a riding history and made these last 72.000 km a happy and comfortable ride. I greased it, took care of it and loved it. Now, my options are: buying a new saddle and swapping seats (totally pricey), buy a wholly different kind of saddle (much cheaper but awful) or hoping to find some crashed LXV Vespa which I can eradicate a saddle frame from, to replace the broken one.
Each option, however, needs time and patience to drain my anger. I don't even know if I should suspend the insurance policy because I fear this matter will drag itself for too long. I don't know.
I shouldn't grow fond of assets.
Maybe.
All I know is that I must ride my Vespa, now more than ever.
Fuck these stupid thefts.

sabato 26 dicembre 2015

Christmas mission


Appena un paio di giorni prima di Natale, in vista dello scambio dei doni, gli ultimi pacchetti avevano bisogno di una decorazione. Il biancospino sembrava perfetto; anticamente le siepi di biancospino venivano usate come delimitazione degli appezzamenti di terreno perché essendo fitte e spinose creavano una barriera impenetrabile. Quella barriera, che in primavera fiorisce candida sui rami spogli, d'inverno si abbellisce di bacche rosse. Perfette per decorare i doni natalizi. E così, grazie al faro capace dell'Insetto Scoppiettante, anche questo Natale è salvo. Just a couple of days before Christmas, in preparation for gift swap, the last packets needed some decoration. The hawthorn looked perfect; long ago, hawthorn hedges used to mark the border of parcels because of their thorns and their thickness thus creating an impenetrable barrier. That barrier, which blossoms white on nude branches in spring, is garnished in winter with beautiful red berries. Perfect to decorate Christmas' gifts. So, thanks to the Chuggabug's powerful front light, once again Christmas is safe.


mercoledì 9 dicembre 2015

Fine autunno


L'autunno è quasi finito. Ora che Olivia è al nido posso finalmente permettermi qualche giro in Vespa nella campagna intorno casa; piccole gratificazioni in attesa delle feste natalizie, come quella di esplorare strade vicinali a pochi chilometri da casa, dove per tutta la stagione fredda rimarranno campi umidi e punteggiati dagli steli del granturco tagliato o dalle coltivazioni invernali, principalmente cavoli e rape.
Il motore gira pulito, l'aria fredda avvolge la pelle del giacchetto ingrassata di fresco. Le garzette, con voli radenti, accompagnano il passaggio.
Fall has nearly ended. Now that Olivia goes to nursery school I can finally allow myself some Vespa rides in the neighbouring countryside; small treats waiting for Christmas' holidays, exploring country roads a few kms from home, where the fields will stay wet and speckled by cut corn stems or winter cultivations like cabbage and turnip.
The engine runs clean, the cold air winds up the freshly greased skin of my jacket. Little egrets, with very low flights, accompany the transit.

martedì 16 giugno 2015

La Silvietta


Non capita molto spesso di muoversi in Vespa ultimamente, visto che Olivia non posso portarcela. Poco tempo fa, però, ho dovuto spostarmi per lavoro e per godermi il giro ho voluto fare finalmente sosta caffè in un bar lungo la SS1 Aurelia. Ora, nessuno si aspetterebbe nulla di speciale vedendo l'insegna del bar: parzialmente abbattuta, con promesse di merci rare e preziose come le ricariche telefoniche e le spezie per concia suini (mi domando chi è che le compri al bar ma soprattutto com'è che abbiano ritenuto così prioritario scriverlo sull'insegna). Fuori c'è il solito tavolo di ometti che giocano a carte.
Poi entro dentro, e un mondo mi si apre davanti.
I don't happen to ride much my Vespa, lately, as I can't carry Olivia upon it. Days ago, though, I had to ride for work and to enjoy the ride I finally decided to stop for a coffee in a bar along SS1 Aurelia. Now, noone would ever expect to find anything special looking at the sign: half wrecked and promising rare and precious goods as charge cards and spices to cure pork (I wonder who buys them at the bar but above all why did they find so primary writing it on the sign). Outside there's the usual group of old folks playing cards.
Then I enter the bar, an a whole world unfolds in front of me.

In un'atmosfera calda e soffusa fa sfoggio di sè un bancone lungo e lucido; dietro al bancone uno scaffale enorme e fornitissimo di bottiglie che neanche l'Hemingway Bar del Ritz. Ed è così che, tra un caffè corretto eccellente, la scoperta di assurde sigarette sarde e due chiacchiere con un avventore ex carabiniere che aveva il genero di stanza all'Elba ho passato i dieci minuti migliori della giornata. E' deciso: ogni prossima tappa per il caffè lungo l'Aurelia sarà dalla Silvietta.
E se capitate dalle parti di Querceta, datemi retta: passateci.
Merita.
In a warm and dimmer atmosphere a long and shiny bar shows itself off; behind it there's a huge and heavily equipped shelf you'll only find at Ritz's Hemingway Bar. So, within an excellent spiked coffee, the discover of some absurd sardinian cigarettes and some chat with a customer, an ex carabiniere who had a son-in-law on service in Elba island I spent the best ten minutes of the day. It's set: every coffee stop along SS1 will be at Silvietta's.
And if you happen to ride around Querceta, listen to me: stop there.
It's definitely worth a stop.