mercoledì 2 dicembre 2009

Back from Nevada



No, non lo stato ma il Guzzi Nevada 750 di Junior, per gli amici Ràgnola. Che è stato sfortunatamente posseduto dalle Forze del Male e bruciava fusibili come fossero fiammiferi. Dovete sapere che  Ràgnola e l'Insetto Scoppiettante condividono il garage, pertanto qualsiasi intervento debba essere effettuato su uno dei due mezzi viene fatto lì, secondo le competenze e la disponibilità. Qui si trattava di problemi elettrici e la competenza è mia per due buone ragioni: a) sono radioamatore con patente ministeriale e b) da piccolo, all'età di quattro o cinque anni, sono rimasto folgorato dalla 220 V e ne porto ancora le cicatrici sulle mani. Ecco fatto; compito assegnato: riportare in vita le luci di posizione del Nevada. Ovviamente a complicare le cose si è presentata tutta una serie di problemi ignobili, come un impianto elettrico totalmente rifatto dal precedente proprietario, forse sotto l'influsso di droghe pesanti, con cavi e connettori fissati un po' ovunque con fascette e nastro adesivo e in maniera del tutto diversa dall'impianto originale; il fatto di dover smontare sella e serbatoio per accedere alla maggior parte dei connettori; l'esplosione del fusibile del tester che, in assenza di nuovi fusibili, è stato sostituito temporaneamente da un McGyveriano bullone, sperando che non si riscontrassero sovracorrenti. L'intervento di individuazione delle linee con il tester ha fortunatamente condotto verso il vano luci posteriore dove, appena smontato, il problema è venuto subito a galla: la lampada, scaldando, aveva fuso il rivestimento del connettore faston della massa, cortocircuitandolo col polo caldo della luce di posizione. Pinze, nuova piega, disossidante, nuovo rivestimento e ulteriore isolamento col nastro, pulizia generale, sistemazione delle guarnizioni e riassemblaggio veloce. Si accende il quadro, poi una freccia, poi l'altra, si tira il freno e lo stop si accende. Ok, è il momento di accendere la luce di posizione. Tre, due, uno, contatto: la luce si accende, il fusibile sacrificale da 10A (sottodimensionato, oltretutto) non accenna a saltare. E' fatta! Il resto è solo un euforico riassemblaggio della moto con l'accompagnamento di Alchemy dei Dire Straits, buoni vecchi Straits. E un brindisi di travarica, la grappa d'erbe croata. Cena alle 23.00, mani sporche di grasso ma chi se ne frega. La Bislacca Officina Melillo ha vinto sulle Forze del Male; un neo-guzzista e un neo-vespista, alla faccia di quelli che dicono che le nuove Vespe non siano vere Vespe, con la presunzione da re dell'officina, come se il fatto di avere un quattro tempi CVT fosse un marchio di infamia e inettitudine. Ecco cosa ci vuole: chilometri sotto al culo e un po' di cervello.
Su due ruote almeno, siamo tutti uguali.
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No, not the state but Junior's Guzzi Nevada 750 also known by friends as Ràgnola (i.e. she-spider). Which was unfortunately owned again by the Evil Forces and burned fuses as if they were matches. You gotta know that Ràgnola and the Chuggabug share the same car-box, so any repair one of the two should need is done there, according to competence and availability. There were electric problems, so the proficiency is mine for two good reasons: a) I'm a licensed ham-radio operator and b) when I was a child, say four-five years old, I was severely shocked by 220 V AC and you can still easily see scars on my hands. That's all; the task has been assigned: bring those Nevada's low beams back to life. Obviously, just to complicate everything, a whole bunch of damn accidents occurred, as an electrical system completely replaced by the previous owner under the evident influence of heavy drugs, with cables and connectors trown almost everywhere and fastened with tape and cable straps in a completely different layout from the original one; we had to disassemble the saddle and the fuel tank just to get to most of the connectors; the tester's fuse blew away and as I missed a new one I had to replace it with a McGyverish bolt, hoping not to find any excessive current. The test search for each line actually led us to the rear lights'case where, as soon as we opened it, the problem was immediately detected: the heated lamp had melted the insulating jacket of the faston ground connector thus short-circuiting it with the hot pole of the rear low beam's lamp. Pliers, a new bend, oxide remover, new jacket and some extra insulating tape, general cleaning, a fix to the gaskets and quick assemblage. We switch the panel on, an indicator, the other one, we pull the brake and the stoplight shines. Ok, it's now time to turn the low beams on. Three, two, one, contact: the lamp shines, the sacrificial 10 A fuse (even smaller than it needs) shows no signs of blowing. Done! The rest is just an euphoric reassembly of the bike, with Dire straits' Alchemy in the background, good old Straits. And we toast with travarica, the Croatian herbal clear spirit. We have dinner at 11 PM, our hands are greasy but who cares. The Melillo's Weird Garage defeated the Evil Forces; a new-Guzzi-rider and a new-Vespa-rider, in spite of those who say new Vespas aren't real Vespas, posing like the king of the garage, as if the fact that I ride a four-stroke CVT was a brand of infamy and clumsiness. Here's what's needed: miles under the butt and some brain.
On two wheels, at least, we're all equal.

2 commenti:

  1. Peccato che il vecchio onorato Nevada non si meritava una bella foto del dopo sala operatoria. Un po piu degna dello sbudellamento messo in prima pagina...

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  2. ah, ma arriverà. datemi il tempo di godermi un giro come si deve, di sviluppare la pellicola, e arriverà, la foto.

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