¡Hola trucha, adios trucha!

 

 "¡Hola trucha!"

Questo è quello che dicevo ogni volta che, passando per la provinciale in direzione Stazzema, incrociavo la scultura della trota medicea posta lungo fiume. Perché? Beh, perché sì. Nel senso che salutare la trota, in spagnolo, era diventata un po' un'arbitraria consuetudine del tutto priva di significato.
Dopo anni di saluti ho perfino scoperto che in Messico "trucha" significa anche "ostacolo" e quindi quello che era un assoluto nonsense si è trasformato un po' in una sorta di gesto scaramantico con cui, salutando l'ostacolo e oltrepassandolo indenne, sottolineavo e scongiuravo ogni altro futuro inconveniente.
Da quest'anno, purtroppo, il rituale è rotto. Le vicissitudini della vita e del lavoro hanno fatto sì che debba abbandonare la piccola scuola di Pontestazzemese, barattando i chilometri in montagna con altri chilometri lungo le vie della bonifica. Vecchie strade già percorse e ripercorse e nuove improbabili deviazioni.
L'Insetto Scoppiettante ha oltrepassato i novantasettemila chilometri e si avvia verso il suo ventesimo anno.
La trota resta lì, e non è detto che uno di questi giorni non passi di nuovo a trovarla.

¡Adiòs, trucha! 

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